Cansiglio: 16000 anni di presenza umana

Durante l’Ultimo Massimo Glaciale (tra circa 24.000 e 19.000 anni fa), le Alpi erano quasi interamente ricoperte dai ghiacci, che arrivarono a lambire i margini della pianura padano-veneta-friulana.
Successivamente, con il graduale innalzamento delle temperature, le masse glaciali iniziarono a ritirarsi e la montagna venne di nuovo popolata, inizialmente dalla vegetazione e, poco dopo anche dall’uomo. Ma come avvenne questa dinamica?
Il Cansiglio, è un altopiano prealpino molto importante per questa parte della preistoria perché ci racconta in dettaglio come avvenne questo processo. Uno dei siti più importanti è la torbiera del Palughetto, che conserva pollini e resti vegetali (come tronchi e pigne) che testimoniano l’evoluzione dell’ambiente a partire da circa 16.500 anni fa.

La storia dei primi gruppi umani che rioccuparono questo territorio ce lo racconta un altro sito, il Landro. Questo sito, scoperto nel 2017 all’interno di un grosso riparo roccioso conserva migliaia di strumenti in pietra scheggiata e scarti di lavorazione abbandonati dai gruppi di cacciatori-raccoglitori nomadi che hanno ripetutamente occupato il sito a partire da circa 16.000 anni fa e fino a circa 11.500 anni fa.
Oltre agli strumenti, gli archeologi hanno portato alla luce numerosi frammenti d’osso delle prede di caccia che ci permettono di ricostruire quali animali popolavano il Cansiglio nella Preistoria. Non mancano le sorprese, come ad esempio, la presenza di numerose alci!

Lo scavo del Landro è tuttora in corso da parte degli archeologi dell’Università di Ferrara. In particolare, la campagna di scavo si svolgerà fra il 18 maggio e il 20 giugno. Informazioni per la visita al sito possono essere reperite presso il Museo dell’Uomo in Cansiglio a Pian Osteria (Tambre, Belluno).

Foto: Davide Visentin, università degli studi di Ferrara


